Fondamenti
Perché l'acqua potrebbe portare informazione
L'idea ha quasi quarant'anni, un premio Nobel e una comunità scientifica divisa. La presentiamo per quello che è: una linea di ricerca aperta.

Nota
Che cosa trovi qui
La pagina raccoglie le teorie, gli esperimenti e gli autori su cui ci appoggiamo quando spieghiamo come funziona la tecnologia. Sono ricerche di terzi, indipendenti da O.V.E.P. Le prove sui nostri prodotti stanno a parte, nel dossier.
Il campo è contestato: la memoria dell'acqua non ha consenso nella comunità accademica e alcuni dei lavori citati sono stati criticati o non sono stati replicati in modo indipendente.
La struttura
Tre domande, tre fili
Tutto quel che segue risponde a tre domande.
01
Filo 1
La memoria dell'acqua
L'acqua può conservare un'impronta di ciò che ha toccato? Il termine è giornalistico e sbagliato, lo respingono anche i sostenitori. La formulazione corretta sarebbe imprinting.
02
Filo 2
I domini di coerenza
Perché milioni di molecole dovrebbero oscillare all'unisono? La risposta proposta: la risonanza in un campo elettromagnetico di fondo, che seleziona quali molecole si incontrano.
03
Filo 3
Il trasferimento informazionale
L'informazione biologica può viaggiare senza la molecola? Se sì, un segnale può essere registrato, inviato e riprodotto. Senza questo anello, tutto il resto non regge.
Cronologia
Chi ha detto che cosa e quando
Quattro nomi, quattro passi, dal 1988 in poi.
Benveniste
Filo 1 · 1988 · Nature
L'esperimento che ha dato il via a tutto
Ha diluito, con dinamizzazione, un antigene fino a quando il preparato era chimicamente solo H₂O. Messo a contatto con cellule basofile in coltura, globuli bianchi coinvolti nella reazione allergica, queste si attivavano e liberavano istamina, come in una reazione allergica reale. La pubblicazione ha prodotto uno scandalo notevole e l'autore è stato attaccato pubblicamente. L'espressione «memoria dell'acqua» l'ha inventata la stampa.
Del Giudice
Filo 2 · fisica teorica · con Giuliano Preparata
I domini di coerenza
Il problema da risolvere: in un reattore industriale le molecole reagiscono in tutti i modi possibili, ma nella chimica del vivente la molecola A interagisce in modo selettivo con B e non con C. Qual è la legge fisica che produce la selettività? La risposta proposta è la risonanza. In un campo elettromagnetico comune, due molecole con frequenze uguali si attraggono a grande distanza. Con frequenze diverse, si ignorano. Come al telefono: componi il numero giusto e chiami a Londra, senza disturbare nessuno a Parigi o a Torino. Il metodo è già industriale: un fascio laser sulla frequenza di una specie molecolare la estrae dalla miscela. Così si separa l'uranio 235, al posto delle centrifughe.
Pollack
Filo 1 · University of Washington, Seattle
La quarta fase dell'acqua
Ha descritto uno stato intermedio tra solido e liquido, vicino al gel, chiamato exclusion zone, EZ: così denso da escludere qualsiasi soluto. Strati microscopici con geometria esagonale, sfalsati tra loro, di 100 fino a 200 micron di spessore. Si formano spontaneamente all'interfaccia tra un liquido e un solido o l'aria: sulle pareti di un bicchiere lasciato alcune ore, sulla superficie dell'acqua e, su scala di metri, nell'acqua di mare. Tra la zona ordinata e quella disordinata compare una differenza di potenziale, in certi montaggi sufficiente ad accendere una lampadina. Gli studi sono stati ripresi in Italia dal prof. Vittorio Elia, chimico all'Università Federico II di Napoli.
Montagnier
Filo 3 · premio Nobel per la Medicina
Il segnale inviato a 1000 chilometri
Sequenze di DNA batterico e virale, sospese in acqua e diluite progressivamente, emetterebbero onde elettromagnetiche a bassa frequenza, rilevabili con una bobina, ma solo sotto una certa soglia di diluizione. Oltre quella soglia, i campi delle molecole vicine interferiscono in modo negativo e si annullano. Il segnale è stato inviato per via telematica da Parigi a Benevento, proprio per escludere la contaminazione: internet non trasporta molecole. A destinazione, applicato a una provetta con acqua pura e un kit PCR, avrebbe prodotto dopo alcune ore esattamente le stesse sequenze di DNA.
Riferimenti
Chi leggiamo
I nomi compaiono nominalmente nelle fonti ricevute dall'azienda. L'attribuzione appartiene alle fonti.